Covid, in Polizia contagi triplicati tra i non vaccinati

La Polizia di Stato manda una circolare a tutto il personale, circa 98mila addetti, per sollecitare l’adesione alla campagna vaccinale. È la direzione Sanità del dipartimento di Pubblica sicurezza con la nota del 3 settembre a ricordare a tutti come «i dati sui contagi da Sars-Cov-2, sui ricoveri e sui decessi da COVID-19 indicano in modo inequivocabile come l’attuale andamento della pandemia sia strettamente correlato alla vaccinazione». E mette in evidenza come i vaccinati possono pure contagiarsi ma «non sviluppano forme cliniche iimportanti che richiedano ricovero ospedaliero».

Dall’inizio della pandemia 17 decessi in Polizia

Con un’elencazione statistica dettagliata la nota del dipartimento Ps, guidato dal prefetto Giannini, fa notare come «nella nostra realtà si sono registrati a oggi 17 decessi ma nessuno di coloro che si sono vaccinati nei mesi scorsi risulta attualmente ammalato di forme gravi che richiedano l’ospedalizzazione». Ma, aggiunge non senza preoccupazione, «il rischio di contagiarsi resta però elevato: nelle ultime tre settimane di agosto – si legge nella circolare – si è registrato un numero medio di 90 nuovi casi di positività a settimana. Di questi, 40 hanno riguardato soggetti non vaccinati».

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Incidenza dei contagi tra vaccinati e non vaccinati

A oggi «soltanto il 20% degli operatori della Polizia di Stato non risulta vaccinato». Il dato più significativo secondo la direzione sanità guidata da Fabrizio Ciprani è che «il tasso di incidenza di contagio dei non vaccinati sia più che triplicato ammontando a 200/100.000 rispetto a 62,5/100.000 dei vaccinati». E «i non vaccinati rappresentano attualmente la parte vulnerabile, quella che può presentare forme cliniche gravi e mortali, nonché quella che può trasmettere con più forza il virus». Così alla fine «i vaccinati proteggono anche i non vaccinati» dai rischi di contagio.

Stop alle distorsioni e le ambiguità in rete

La nota della Polizia di Stato non cita i no vax e le loro campagne ma parla senza mezzi termini di «evidenze positive della vaccinazione» che hanno subìto «frequenti confutazioni e distorsioni» fino ad aver «condizionato strati di popolazione non irrilevanti». Di conseguenza la circolare, lo scrive persino in carattere sottolineato, afferma: «Oggi, lo ripetiamo con chiarezza, rischia di ammalarsi seriamente e di morire quasi esclusivamente chi non si è vaccinato. Il report settimanale di monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità del 25 agosto scorso indica come il completamento del ciclo vaccinale, per tutte le fasce di età, abbatta il rischio del 95,48% di forme che necessitano di ricovero in terapia intensiva e del 97,01% di morte». Nessuna esitazione, inoltre, di fronte alle misure tuttora in vigore: distanziamento e mascherine.

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